Un libro e della buona musica: Cioran e Kutiman

Oggi ho deciso di darvi due consigli, un libro e un disco, due artisti più altro.

Cosa li accomuna? L’anno in cui ne ho fatto “uso”, il 2009, come passatempi per la mia insonnia.

Il primo è Kutiman.

Il suo vero nome è Ophir Kutiel, ha 34 anni ed è israeliano, nato a Gerusalemme.

Lo scopro grazie alla mia coinquilina di allora e me ne innamoro perdutamente. Quell’anno spopola sul web grazie ad un progetto su youtube: ThruYOU, un video-progetto musicale basato sul mixaggio di performance musicali caricate su YouTube da privati. Raggiunge in meno di una settimana più di un milione di visite. Io ero una di quel milione.

E l’ho ascoltato davvero un milione di volte.

Questo solo il mio pezzo del cuore, il resto lo trovate QUI

Nello stesse notti leggo Cioran e il suo Al Culmine della disperazione. Solo il primo dei molti che seguiranno.

Me ne innamoro.

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Confesso che lo scelgo senza sapere nulla dell’autore, solo per il titolo vagamente tragico, certa di trovarvi però all’interno qualcosa di estremamente illuminante. Un libro con un titolo così o è un libro miserabile o è un libro grandioso. Mi sono fidata di Adelphi. E ho scoperto un GENIO.

Cioran scrive questo libro a ventidue anni proprio perché, come me, soffre d’insonnia.

Il “disastro per eccellenza”, il “nulla senza tregua” così, con tutta ragione, definisce le sue lunghe notti senza sonno.

Per salvarsi da quello che lui garantisce come un suicidio sicuro , scrive un libro che è una “sfida al mondo”, tutto è negazione della misura, violazione del limite, sprofondamento nel paradosso. Un libro che difende il suicidio come soluzione al dolore della vita ma in verità dimostra una vitalità e una curiosità nell’esplorazione dello stesso che è difficile da spiegare. È ironico, pungente, sadico anche a tratti. Sembra che si diverta tantissimo anche se preferisce nasconderlo, o forse no. Sicuramente irriverente, Cioran affronta temi universali con un ghigno sulla faccia mentre gioca a fare la vittima e invece le vittime siete voi.

“la sola cosa che possa salvare l’uomo è l’amore. E se molti hanno finito per trasformare in banalità questa asserzione, è perché non hanno mai amato veramente. Aver voglia di piangere quando si pensa agli uomini, di amare tutto in un sentimento di suprema responsabilità, sentirsi invasi dalla melanconia al pensiero delle lacrime che ancora non si sono versate per gli uomini, ecco cosa significa salvarsi attraverso l’amore, la sola fonte di speranza […] in questo mondo ogni cosa può farmi cadere, tranne l’amore”.


Tags:  E. M. Cioran il libro giusto Irene Pollini Giolai Kutiman La mia musica




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Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




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