FEATURED / Le parole giuste / 2 giugno 2016

Scusate se ho 15 anni

zoetrope

Avevo 16 anni quando lo lessi e ricordo che mi colpì molto. Moltissimo. Vero, reale, cruento ma al contempo così pieno di tenerezza e candore da diventare irresistibile. Un po’ Bukowski al femminile, un po’ Isabella Santacroce, veloce, poetica e violenta, sfrontata. Scusatemi se ho 15 anni è un libro scritto da una teenager che poi non ha mai più scritto niente. Oggi fa la bibliotecaria e di dedica ad altro. Qui una sua intervista.

Scusatemi se ho 15 anni è un diario, una confessione, un flusso di coscienza ritmico e pieno -a volte- anche di rabbia. Con leggerezza e una poetica tipico adolescienziale descrive il mondo in modo spesso surreale. La storia non ha trama, ma si sviluppa attraverso frammenti apparentemente scollegati. Con una serie di istantanee, Zoe ci regala un ritratto di grande impatto della propria generazione: intimista, contraddittoria e disinteressata alla politica. Non a caso il nickname scelto dalla studentessa di Portland richiama lo zoetrope, l’antenato del cinema che univa le immagini lasciando un effetto di frammentarietà.

«Come ci definite? Teenagers? Vi piace semplicemente chiamarci cosí? Siamo comici? Grasso e tette infantili, cazzi che non servono a niente, rossetto sui denti. Per voi siamo come piccoli replicanti e vi mettiamo a disagio. Ridete perché siamo voi»

Zoe invece sa che tutto «è solo amore», compresa la sua rabbia. Lei, il giorno dell’11 settembre, vede la gente che scappa dalla polvere e dai calcinacci, e riabbassa gli occhi sul suo bottoncino verde che si è staccato dalla camicia. Poi piange. Il giorno dopo, però. Zoe ascolta Tori Amos e i Gus Gus. Legge Bukowski e Palahniuk. Porta le All Star e ama fare shopping. È innamorata di Linux Shoe, il suo migliore amico gay, e si definisce PoMoexual (omosessuale postmoderna)

” Rimettetemi a posto per favore. Ho paura di essere una di quelle equazioni di secondo grado che non hanno una vera soluzione perché il numero sotto il radicale è negativo”

Al suo fianco, un gruppo di “quindicenni dentro”, descritti in modo perfetto nei ritratti che aprono il romanzo.
Poetico, stilisticamente accattivante, criptico ma di grande effetto. Dave Eggers di lei dice: “Il libro di Zoe Trope sul liceo è durissimo. Lirico, perfino surreale.” E lui no, non si sbaglia.

 


Tags:  il libro giusto Irene Pollini Giolai Scusate se ho 15 anni Zoe Trope




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Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




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