FEATURED / Le parole giuste / 16 gennaio 2017

La poesia del Lunedì: Slam Poetry

Sono stata in silenzio per un bel po’. Ho cambiato un po’ di cose e ho avuto molto a cui pensare. Poco spazio per la ricerca personale. Torno con la poesia del Lunedì perché rimane una delle rubriche a me più care.

Oggi non una poesia ma una competizione: Poetry Slam e quindi anche un conseguente genere.

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Ho scoperto il fenomeno su facebook guardando uno di quei video di youtube in cui un giovane talentuoso riesce a creare dalla sua depressione/sfiga qualcosa di bellissimo e utile per l’umanità. Tu guardandolo soffri per la tua inettitudine e ti deprimi ancora di più.

Questa volta è il caso di una ragazza: Sabrina Benaim

“Explaining My Depression to My Mother”

La/Il Poetry Slam è una competizione a verso libero tra poeti. Una cosa romanticissima e di complicata esecuzione considerata l’intimistica implicazione che un poeta ha con la sua composizione e la capacità di recitare che uno deve avere. È un po’ come il rap ma manca la base musicale, le distorsioni vocali, il beat su cui decantare la tua storia. Ci sei solo tu e il pubblico.

“Lo slam è considerato da molti come una delle forme più vive e rivoluzionarie della poesia contemporanea, una sorta di movimento a margine dei circuiti artistici tradizionali che, tra le altre cose, stabilisce un nuovo tipo di rapporto tra il poeta e il suo pubblico. Infatti, l’esistenza e il diffondersi dello slam dimostrano come la poesia non sia qualche cosa di vetusto e alieno alla società moderna ma, al contrario, qualcosa di indispensabile e più che mai vivente. Come disse Marc Smith, il ‘creatore’ dello slam, ‘la poesia non è fatta per glorificare il poeta, essa esiste per celebrare la comunità: il punto dello slam non sono i punti, il punto è la poesia” (Fonte: Wikipedia)

Lo slam è un modo per riproporre la poesia ai giovani in una veste nuova, riconnette il pubblico alle intenzioni e all’intensità emotiva dei versi perché vengono loro riproposti imbevuti degli stessi sentimenti vissuti. Il corpo, insieme alla parola, diventa veicolo di sottotesti; la mimica, i gesti, la voce sottolinea dove deve, tempi e interruzioni quando servono.

Naturalmente anche TED gli dedica uno dei suoi appuntamenti con Harry Baker.

Godetevelo.


Tags:  Harry Baker Irene Pollini Giolai Sabrina Benaim Slam Poetry




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Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




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