FEATURED / Le parole giuste / 23 gennaio 2017

La poesia del Lunedì: Raymond Carver

Uno dei miei scrittori preferiti, Raymond Carver.

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Qualcuno lo definisce Minimalista, secondo me sbagliando. Il suo stile scarno, asciutto, naturale, è frutto di una sottile e continua cesellatura del senso delle parole e della frase, è frutto di maniacale riscrittura e perfezionamento. È minimalista forse ma pregno di significato, atmosfera. Denso. Ogni suo racconto è mosso da un vibrante senso di inquietudine che attraversa ogni suo testo. Nelle sue poesie invece Raymond Carver riversa un sé stesso meno cupo, azzarderei quasi più tenero. In un suo saggio sulla scrittura Carver dice che se dovesse scegliere tra poesie e racconti, scegliere quale categoria lo  svela di più, sceglierebbe sicuramente la poesia. Carver racconta che di ogni poesia ricorda il luogo, l’umore, il tempo e il momento -se mattina, pomeriggio, sera- in cui l’ha scritta. Con le poesie Carver ha un rapporto speciale. Ce ne sono di bellissime ma l’elenco sarebbe troppo lungo, vi consiglio di leggerle tutte.

Una delle mie preferite è For Tess.


For Tess

Out on the Strait the water is whitecapping as they say here. It’s rough, and I’m glad I’m not out. Glad I fished all dayon Morse Creek, casting a red Daredevil back and forth. I didn’t catch anything. No bites even, not one. But it was okay. It was fine!I carried your dad’s pocket knife and was followedfor a while by a dog its owner called Dixie.At times I felt so happy I had to quit fishing. Once I lay on the bank with my eyes closed,listening to the sound the water made,and to the wind in the tops of the trees. The same windthat blows on the Strait, but a different wind, too.For a while I even let myself imagine I had died–and that was all right, at least for a couple of minutes, until it really sank in: Dead.As I was lying there with my eyes closed,just after I’d imagined what it might be likeif in fact I never got up again, I thought of you.I opened my eyes then and got right up and went back to being happy again.I’m grateful to you, you see. I wanted to tell you.

Per Tess

Giù nello Stretto le onde schiumano come dicono qui. Il mare è mosso e meno male che non sono uscito. Sono contento d’aver pescato tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti e indietro un Daredevil rosso. Non ho preso niente.Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello!Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito per un po’ da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.A volte mi sentivo così felice che dovevo smetteredi pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l’acqua e il vento che fischiava sulla cima degli alberi, lo stesso vento che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.Per un po’ mi son concesso il lusso di immaginare che ero morto e mi stava bene anche quello, almeno per un paio di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: Morto.Mentre me ne stavo lí sdraiato a occhi chiusi,dopo essermi immaginato come sarebbe stato se non mi fossi davvero potuto rialzare, ho pensato a te.Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito e son ritornato a esser contento.È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.


Marzo 1984, Raymond Carver era nella sua casa di Port Angeles, nello stato di Washington. Era stata la sua compagna a invitarlo a ritirarsi lì.


Tags:  For Tess Irene Pollini Giolai La poesia del Lunedì Per Tess Raymond Carver




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Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




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