FEATURED / Le parole giuste / 17 ottobre 2016

La poesia del Lunedì: Grace Paley

Grace Paley Perfectoast

Grace Paley è nata nel Bronx, a New York e da piccola viene descritta come un “Tomboy”, un maschiaccio. È un’attivista impegnata sul fronte della difesa dei diritti civili, un’insegnante appassionata e si è distinta per la sua audace e sentita protesta contro la guerra in Vietnam. Se Raymond Carver è il padre della short story, Grace Paley ne è la madre. Adorabile – anche se forse questo termine può sembrare troppo affettuoso – a partire dai titoli delle sue raccolte di racconti (queste alcune di quelle pubblicate in Italia): Piccoli contrattempi del vivere, Enormi cambiamenti all’ultimo momento, Più tardi nel pomeriggio. 

Nella sua vita Grace non scrive tantissimo, circa 400 pagine in tutto. Ma quelle poche centinaia, raccontano a sufficienza per definire e racchiudere un pensiero coraggioso, lucido, potente. Parte della sua produzione saggistica (a carattere letterario e politico) è raccolta nel volume L’importanza di non capire tutto. 

Quality not quantity, giustamente. 

In questa rubrica parliamo di poesia e Grace dimostra un talento -così grande e quasi incosciente- anche nello scrivere quelle.

Oggi ho scelto “Thank God there is no god”, forse una delle più famose

– ci sta che lo sia anche per il titolo sibillino e contenuto scottante-


 

Thank God there is no god

Thank God there is no god
or we’d all be lost

if it is He who sends us howling
in murderous despair at torture
hatred three or four times a generation
there’d be no hope and if He permitted
peace to appear then one day great plates
of stone beneath the orchards and sea may
move slowly against one another earthquake

if it is He who built that narrow a bridge
across which we are invited to walk
without fear while all around us
the old the lame the awkward the jumping-
up-and-down children are tumbling off
or sometimes pushed into the hideous
gorge if it is He then we are surely lost

if it is He who offers free will but
only sometimes a peculiar gift
for a people who have just distinguished
their right hand from their left
but if we are responsible con-
sider our frequent love for one another
because this is nowadays we may be able
to look over great distances into
each other’s eyes these are the tele-
phonic electronic digital nowadays
famous for money and loneliness but we

have defeated Babel by accepting the words
of strangers in glorious translations if

we can be responsible if we have
become responsible


 

 

Grazie a Dio non c’è nessun Dio

Grazie a Dio non c’è nessun Dio

o saremmo tutti perduti

 

se fosse Lui che ci fa gridare

di angoscia feroce di fronte alla tortura

all’odio tre o quattro volte per generazione

non ci sarebbe speranza e seppure Lui permettesse

alla pace di apparire allora un giorno grandi lastre

di pietra sotto i frutteti e il mare potrebbero

muoversi piano una contro l’altra terremoto

 

se fosse stato Lui a costruire così stretto il ponte

su cui siamo esortati a passare

senza paura mentre intorno a noi

i vecchi gli zoppi i maldestri i

bambini scalpitanti ruzzolano giù

e a volte vengono spinti nell’orrido

precipizio se fosse Lui certo saremmo perduti

 

se fosse Lui a offrire il libero arbitrio ma

solo ogni tanto strano dono

per un popolo che abbia appena distinto

la mano destra dalla sinistra

ma se siamo noi i responsabili con-

sideriamo il nostro assiduo amore uno per l’altro

perché questo è il giorno d’oggi ora possiamo

guardarci negli occhi

a grande distanza questo è il tele-

fonico elettronico digitale giorno d’oggi

celebre per il denaro e la solitudine ma noi

 

abbiamo sconfitto Babele accettando parole

straniere in gloriose traduzioni se

 

sappiamo essere responsabili se siamo

diventati responsabili

 


 

 

Se volete saperne qualcosa di più, c’è anche un documentario.

Grace Paley: Collected Shorts (2009)

Diretto da Lily Rivlin.

 

Grazie a Melissa per la meravigliosa dritta!


Tags:  Grace Paley Irene Pollini Giolai La poesia del Lunedì




Previous Post
Il raccontino del Venerdì #3
Next Post
Art Meets Cinema



Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




You might also like






More Story
Il raccontino del Venerdì #3
MARCELLO Marco Mazzoni - “Concubina” 2016 Ieri mia madre non mi ha risposto al telefono. L’ho chiamata 3 volte....