FEATURED / Le parole giuste / 7 novembre 2016

La poesia del Lunedì: Anne Stevenson

anne-stevenson

Platone dice che “noi siamo ciò che abbiamo scelto di essere”. Questo forse non è il caso di Anne Stevenson che da sempre sognava di diventare una grande musicista. Nata nel 1933, prima di tre sorelle, Anne Stevenson è figlia di uno stimato filosofo e di una talentuosa scrittrice e docente. Guidata dal padre, Anne sin da piccola studia con successo pianoforte e violoncello. All’università decide di iscriversi a Musica e Lingue, è una studentessa appassionata ma d’improvviso accade qualcosa:  a 19 anni, a causa di una malattia, Anne perde gran parte dell’udito. È costretta ad abbandonare il suo sogno ma non si perde d’animo, il suo bisogno di creare si orienta ad un’arte diversa ma che Anne ha sempre continuato a coltivare, la scrittura. Cambia università, si laurea in materie umanistiche con lode premiata al Hopwood Prize for poetry. Dopo la laurea nel 1954 torna in Inghilterra dove trascorre la maggior parte della sua vita. A 30 anni trova l’amore, si sposa con un amico d’infanzia ma il suo sogno si trasforma in un incubo di matrimonio fallito. E ne seguirà in pochi anni anche un secondo.

“Mi ci sono voluti due matrimoni infelici e tre bambini per farmi riconsiderare la mia visione dell’amore” dichiara Anne in un’intervista.

Negli anni sessanta vive e lavora a Cambridge, Glasgow, Oxford. Diventa docente residente all’università di Dundee e fonda con Evangeline Patterson Other Poetry, un magazine. Non soddisfatta, sempre in quegli anni, decide di aprire The Poetry Bookshop, un second hand shop interamente dedicato alla poesia.  Negli anni 80 si trasferisce infine a Durham, dove tutt’oggi vive con il terzo marito Peter Lucas.

Anne Stevenson è autrice di una dozzina di volumi di poesia, alcuni essays e saggi di critica letteraria come la sua controversa biografia di Sylvia Plath, Bitter Fame: A Life of Sylvia Plath.

 Ho scelto una poesia che racconta in modo conciso ed efficace la sua idea di matrimonio.


The Marriage

They will fit, she thinks,
but only if her backbone
cuts exactly into his rib cage,
and only if his knees
dock exactly under her knees
and all four
agree on a common angle.

All would be well
if only
they could face each other.

Even as it is
there are compensations
for having to meet
nose to neck
chest to scapula
groin to rump
when they sleep.

They look, at least,
as if they were going
in the same direction.

Funzionerà, lo sente,
ma solo se la spina dorsale di lei
combacia esattamente col torace di lui
e solo se le ginocchia di lui
approdano proprio sotto le sue
e tutt’e quattro
appartengono allo stesso angolo.

Tutto andrebbe bene
se solo
potessero guardarsi in viso.

Anche com’è adesso
c’è una ricompensa
nel dover far collimare
il naso con il collo
il busto con la scapola
l’inguine con il sedere
mentre stanno dormendo.

Hanno l’aria, almeno,
di stare andando
in una stessa direzione.

Traduzione di Loredana Magazzeni


Tags:  Anne Stevenson Irene Pollini Giolai La poesia del Lunedì The Marriage




Previous Post
Il raccontino del Venerdì #6
Next Post
Joanne Burke Jewels



Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




You might also like






More Story
Il raccontino del Venerdì #6
ANDRÀ TUTTO BENE  Non ho dimenticato il giardino del mio asilo, la sensazione che sentivo mentre percorrevo i profili...