FEATURED / Le parole giuste / 20 maggio 2016

Il libro dell’inquietudine

Fernando Pessoa l’ho scoperto perché compiamo gli anni lo stesso giorno e ho sempre provato curiosità per i personaggi con cui condivido il compleanno. Lui nasce solo 102 anni prima di me.

Mille nomi, mille personalità, mille professioni nella sua vita. Portoghese, la maggiorparte della sua vita la trascorre in Sudafrica, quindi pensa, parla e scrive in un perfetto bilinguismo e con tagliente ironia, sempre, anche quando parla di cose serissime e massimi sistemi. (Per questo mi ricorda anche tanto un altro tra i miei amatissimi: Cioran)

« Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia,
non c’è niente di più semplice.
Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte.
Tutti i giorni fra l’una e l’altra sono miei. »

La grande creazione estetica di Pessoa è considerata l’invenzione degli eteronimi. A differenza dello pseudonimo,  l’eteronimo è una vera e propria personalità completa. Identità che per quanto fittizie diventano reali grazie, e attraverso, la loro personale attività artistica, diversa e distinta da quella dell’autore originale. Attraverso gli eteronimi, Pessoa conduce una profonda riflessione sulle relazioni che intercorrono fra verità, esistenza e identità. Quest’ultimo aspetto è notevole nell’aura di mistero che circondava il poeta. Fra gli eteronimi si trova lo stesso Fernando Pessoa, in questo caso definito ortonimo, che però sembra sempre più simile agli altri con la loro maturazione poetica. Chi era davvero Fernando Pessoa? I tre eteronomi più noti, quelli con la maggiore opera poetica sono Álvaro de Campos, Ricardo Reis e Alberto Caeiro.

Un quarto eteronimo di grande importanza nell’opera di Pessoa è Bernardo Soares, autore del Livro Do Desassossego, Il libro dell’inquietudine.

Il libro dell’inquietudine è una sorta di meraviglia per me, ogni tanto lo vado a ripescare sullo scaffale e ne leggo qualche pagina. Frammenti, una collezione di pensieri che Pessoa organizza in cerca di una struttura. Il libro dell’inquietudine è una sorta di diario, una confessione in 450 documenti riuniti in un solo saggio.

Un’ «autobiografia senza fatti», come la definisce lo stesso Bernardo Soares, che perscruta e narra, ci accompagna attraverso un un interrogarsi continuo, incessante e inarrestabile. Un indagare ansioso e tormentato, una ricerca che spesso non trova risposta nell’oscuro universo del subconscio che muove e determina le sorti del protagonista. Simbolista, evocativo, affascinato dall’ignoto da cui si sente attratto ma al contempo terrorizzato, maestro nell’abbandono alla suggestione dei sensi, nella mistica fusione con l’ignoto, nel rigetto dello storicismo romantico. La vita non è più vista come divenire e creazione continua, ma come fantasmatica, casuale successione di attimi di rivelazioni improvvise, inframmezzati dal grigiore di un’esistenza quotidiana vana e senza scopo. Allegro eh?

Immagineil libro dell'inquietudine_0

Ok, siamo andati un po’ oltre. Senza rubarvi altri minuti preziosi andate a comprarvi questo libricino, pieno di verità, domande ma anche moltissime risposte.

 


Tags:  Fernando Pessoa Il libro dell'inquietudine Irene Pollini Giolai




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Irene
Cercare una frase che mi renda interessante mi annoia. Spero di non annoiarvi leggendomi.




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